Bonus bollette: verso nuovi sconti per luce e gas

Il decreto appena approvato ha allungato al secondo trimestre gli interventi su oneri di sistema, bonus sociale, Iva sul gas e credito d’imposta alle imprese energivore. Il governo è impegnato a estendere ancora l’orizzonte, con il nuovo decreto aiuti atteso a giorni

Non solo prorogare il taglio alle accise della benzina e pure dare più tempo ai proprietari di villette per sfruttare il Superbonus al 110% sui lavori edilizi. Con il decreto della prossima settimana con i nuovi aiuti economici per far fronte alla crisi in Ucraina, si prospetta anche una replica dei recenti provvedimenti che hanno alleviato il peso delle bollette elettriche per famiglie e imprese.

L’impegno è stato assunto dal governo stesso, nel Documento di economia e finanza. Lì si chiarisce la volontà di utilizzare gli spazi di manovra (0,5 punti di Pil) che emergono dal miglior andamento del deficit/Pil tendenziale proprio per contenere il costo dell’energia, oltre che della benzina, insieme ad assistere i profughi ucraini, aiutare le imprese che soffrono per le conseguenze della crisi ucraina e proseguire nel sostegno al sistema sanitario post-pandemia. Una volontà rafforzata dalla stessa risoluzione di maggioranza al Def: i partiti che sostengono l’esecutivo, nel documento approvato dai due rami del Parlamento, invitano il governo “ad utilizzare gli spazi derivanti dalla manovra per nuove iniziative espansive disponendo ulteriori interventi per contenere l’aumento dei prezzi dell’energia”. E, da ultimo, confermata dal ministro dell’Economia, Daniele Franco, durante gli incontri del Fmi: ha spiegato che è emersa la necessità di “concentrare le risorse pubbliche nelle fasce più deboli della popolazione, ed è quello che abbiamo cercato di fare”, aggiungendo che – vista l’inflazione che è generata proprio dall’energia – “è importante che le nostre imprese non soffrano di più di quelle di altri paesi”.

Come per le altre voci, dunque, la strada più concreta è andare verso una riedizione delle misure adottate nei mesi scorsi, da quando – a cominciare dal secondo semestre del 2021 – si è messa in campo una serie di interventi per smorzare l’aumento delle bollette derivante dall’andamento dei prezzi di mercato. Come per altri aspetti, il nodo è quello delle risorse: in assenza di scostamento di bilancio, sul tavolo del governo ci sono circa 6 miliardi da assegnare. Se si prende solo l’ultimo decreto Bollette, approvato giovedì in via definitiva, degli 8 miliardi stanziati circa 5 e mezzo vanno proprio ai temi del contenimento del costo dell’energia. Nell’altro decreto (“Energia” o “Ucraina bis” che dir si voglia) il solo ampliamento della platea dei destinatari dei bonus sociali per l’elettricità e il gas (fino a 12mila euro di Isee), vale un altro centinaio di milioni. In sostanza, le varie voci andrebbero ad assorbire quasi interamente le risorse disponibili.

Il rinnovo del bonus sociale per luce e gas

Proprio il bonus sociale per luce e gas è la misura che raccoglie i maggiori indizi di rinnovo. Nel decreto Bollette si estende fino alla fine di giugno il potenziamento dell’agevolazione tariffaria (di per sé esistente dalla Finanziaria del 2006) per i clienti domestici “economicamente svantaggiati”, che era già stato autorizzato per il quarto trimestre 2021 e quindi per il primo del 2022, in quest’ultimo caso con la legge di Bilancio. Il bonus non prevede un trasferimento diretto alle famiglie, ma una compensazione in bolletta. Arera, in un’audizione di metà febbraio, ha spiegato che il potenziamento dei bonus, per il solo primo trimestre 2022, ha sostenuto le famiglie in difficoltà con circa 600 euro, di cui 200 euro per l’elettricità (famiglia con 3-4 componenti) e 400 euro per il gas (famiglia fino a 4 componenti, con riscaldamento a gas in zona climatica D). Con l’ultimo decreto Bollette sono stati messi sul piatto 400 milioni di euro per il secondo trimestre del 2022: l’orizzonte attuale è quindi fine giugno. Ed è quello che si proverà ad estendere, verosimilmente per un altro trimestre, con il nuovo decreto Aiuti. Parallelamente, il decreto Energia ancora al Senato ha aggiunto 103 milioni per estendere la fascia di famiglie beneficiarie: ha portato (con valenza già a fine anno) da 8.265 euro a 12.000 euro il valore soglia dell’Isee per l’accesso delle famiglie economicamente svantaggiate ai bonus in questione.

Azzeramento degli oneri di sistema

Una grande partita, da 3 miliardi, contenuta nell’ultimo decreto Bollette è poi quella che riguarda gli oneri di sistema, voci che nelle bollette pesano indicativamente per il 20% quando si parla di elettricità e per il 4% nel caso del gas. Sul primo versante, la sforbiciata che porta all’azzeramento è destinata alle utenze domestiche e alle utenze non domestiche in bassa tensione, per altri usi (si citano ad esempio “negozi, piccole e medie imprese, attività artigianali, commerciali o professionali, capannoni e magazzini”), con potenza disponibile fino a 16,5 kW; e alle utenze con potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW, anche connesse in media e alta/altissima tensione o per usi di illuminazione pubblica o di ricarica di veicoli elettrici in luoghi accessibili al pubblico. Le risorse sono suddivise tra 1,8 miliardi per il primo caso e altri 1,2 miliardi per il secondo. Sono queste misure che sono state rieditate, da luglio scorso in avanti, con uno schema che ha previsto di dirottare risorse alla Cassa per i servizi energetici e ambientali. Il decreto Bollette interviene sugli oneri anche sul lato del gas. Sempre con orizzonte a giugno, dà all’Arera il compito di ridurre le aliquote relative agli oneri generali di sistema per il settore del gas, con un tesoretto di 250 milioni all’uopo.

Con un emendamento dei relatori, il decreto introduce per altro obblighi di rendicontazione per l’Arera sulle risorse utilizzate per il taglio delle bollette. In caso di spesa inferiore allo stanziamento, si potrebbero liberare risorse per nuove aiuti a famiglie e imprese.

Il taglio dell’Iva e le imprese energivore

Sempre il decreto Bollette dà un indizio di quello che potrebbe essere un altro intervento da prorogare, la riduzione al 5 per cento dell’aliquota Iva applicabile alle somministrazioni di gas metano per usi civili e industriali: 592 milioni sono gli oneri per arrivare a fine giugno. La norma generale vede una imposizione tra il 10 e il 22 per cento, a seconda delle quantità consumate e della tipologia di imprese, che viene appunto scontata per far fronte all’emergenza.

Nel testo sono presenti anche sostegni per le imprese energivore e gasivore, ovviamente più colpite dall’aumento dei costi: si tratta di un credito d’imposta al 20% per l’elettricità e al 15% per il gas. Quali sono i costi? Assumendo prudenzialmente che tutte le imprese a forte consumo di energia subiscono un aumento dei costi per il consumo di energia elettrica superiore al 30%, la relazione tecnica stima effetti finanziari negativi per il 2022 di 700 milioni. Per quel che riguarda il gas, siamo invece a 522 milioni.

(Fonte Repubblica.it)


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Agevolazione accise ed addizionale regionale sul consumo di GAS per la tua attività

Alcuni impieghi di gas naturale possono essere assoggettati ad un’aliquota “agevolata”, ossia un’aliquota ridotta rispetto a quella ordinaria.
L’agevolazione può essere concessa, esclusivamente su richiesta del cliente, quando il gas naturale viene impiegato per svolgere le seguenti attività:

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– Modulo richiesta agevolazione Accisa Agevolata.
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Si allarga il bonus bollette: quanto vale e come averlo

Nell’ultimo decreto sull’energia appena varato dal governo c’è l’estensione del bonus sociale per abbassare il costo di luce e gas

Il governo interviene con un ulteriore decreto per calmierare il costo dell’energia e allentare la morsa su imprese e famiglie. Una delle misure principali del provvedimento da 4,4 miliardi di euro, dopo i 16 miliardi già stanziati, è l’estensione del cosiddetto bonus sociale ad oltre un milione di famiglie in più, per sostenere i prezzi a livelli vertiginosi di luce e gas.

Decreto energia, bonus sociale su bollette a più famiglie: il provvedimento

Nel decreto energia appena varato vengono aperte le maglie del limite Isee permettendo l’accesso al contributo a una platea di 5,2 milioni di famiglie, che pagheranno le bollette agli stessi prezzi registrati l’estate scorsa.

Il tetto massimo di reddito del bonus sociale viene così alzato da 8.265 a 12mila euro, per il periodo che va dall’1 aprile al 31 dicembre 2022.

“A differenza degli scorsi provvedimenti, gran parte degli interventi di oggi non sono finanziati dal bilancio pubblico, ma dalle aziende del comparto energetico” ha detto Draghi presentando il provvedimento in conferenza stampa.

“Tassiamo una parte dei profitti in eccesso che i produttori stanno facendo grazie all’aumento dei costi delle materie prime, e redistribuiamo questi soldi alle imprese e alle famiglie in difficoltà” ha spiegato ancora il premier.

Come dichiarato in conferenza dallo stesso Presidente del Consiglio, si tratta di un provvedimento di carattere sociale per ridurre l’impatto, sulle famiglie che versano in condizioni di disagio economico, della corsa dei prezzi di corrente elettrica e gas, acuita anche dalle conseguenze del conflitto in Ucraina (qui abbiamo riassunto le misure del nuovo decreto energia).

Decreto energia, bonus sociale su bollette a più famiglie: come ottenerlo

Nella definizione di “bonus sociale” rientrano una categoria di aiuti, che si traducono in uno sconto in bolletta:

  • il bonus elettrico
  • il bonus gas
  • il bonus idrico.

L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) fa rientrare questi nel gruppo dei cd. “bonus sociali per disagio economico“, che dal 1° gennaio 2021 vengono riconosciuti automaticamente ai cittadini/nuclei familiari che ne hanno diritto, senza che questi debbano presentare domanda (avevamo parlato qui dei bonus sociali per pagare gas e luce).

Sarà sufficiente che ogni anno, a partire dal 2021, il cittadino/nucleo familiare presenti la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per ottenere l’attestazione ISEE utile (qui i spieghiamo come calcolarlo).

Oltre al rispetto dei requisiti di Isee, per accedere al “bonus sociale” i nuclei familiari devono rispettare le seguenti condizioni: uno dei componenti della famiglia deve essere intestatario di un contratto di fornitura elettrica e/o gas e/o idrica con tariffa per usi domestici e attivo o usufruire di una fornitura condominiale gas e/o idrica attiva.

Ogni cittadino può visionare lo stato di avanzamento della propria pratica collegandosi alla sezione riservata “Controlla on line la tua pratica” e i controlli avverranno tramite SGAte, sistema informatico attraverso il quale vengono gestite le operazioni per verificare che il richiedente il bonus abbia i requisiti stabiliti dalla normativa per ottenere l’agevolazione.

Fonte: www.quifinanza.it

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Bolletta del telefono o internet non pagata, cosa fare?

Cosa fare in caso di bolletta del telefono o internet non pagata? L’operatore può interrompere la fornitura? Si deve pagare una penale? Come fare per non dimenticarsi più? Vediamo nel dettaglio come comportarsi.

Cosa succede se non si paga la bolletta?

Ogni mese arrivano diverse bollette da dover pagare. A volte può essere difficile ricordarsi tutte le diverse scadenze e gli importi sempre differenti. Nel caso della fornitura di internet o fibra ottica qualora l’operatore non riceva il pagamento della bolletta invia dei solleciti per avvisare l’utente sulla questione.

Se dopo questi solleciti il consumatore non procede al pagamento del dovuto, l’operatore telefonico è autorizzato ad adottare provvedimenti più seri a seconda del livello di morosità:

  • se l’utente non ha pagato una sola bolletta, siamo nel caso della morosità occasionale, l’operatore invia un reclamo e, in base ai giorni di ritardo nel pagamento, sono previste delle penali;
  • qualora il non pagamento delle fatture vada avanti da diverso tempo e ai ripetuti solleciti non è seguito un pagamento ci troviamo nel caso della morosità persistente. In queste situazioni l’operatore telefonico procede a ridurre la velocità di navigazione, dopo aver avvisato per l’ennesima volta il cliente, salvo poi arrivare a interrompere la fornitura del servizio;
  • la morosità grave invece riguarda tutti quei casi in cui il consumatore, dopo i ripetuti solleciti dell’operatore, puntualmente ignorati, e la conseguente interruzione del servizio, continua a non pagare la bolletta del telefono o internet. Qui si procede per vie legali con un decreto ingiuntivo a carico del moroso. Verrà quindi inviata una comunicazione in cui si comunicherà quanto è dovuto alla compagnia telefonica e una data perentoria entro la quale inviare il saldo. Se anche questo non dovesse bastare le autorità competenti procederanno all’eventuale pignoramento dei beni.

Chi viene iscritto nel registro dei cattivi pagatori?

Gli utenti che non pagano le bollette telefoniche rischiano di venir iscritti nel S.I.Mo.I.Tel, il Sistema Informativo sulle Morosità Intenzionali nel settore della Telefonia, il registro dei cattivi pagatori.

Si tratta di una banca dati in cui vengono inseriti i dati degli utenti morosi. Gli operatori prima di attivare un contratto procederanno dunque a controllare se l’intestatario è iscritto in questo registro e potranno quindi avvalersi della facoltà di non attivare l’eventuale fornitura per il telefono o internet.

Ma dopo quanto si viene iscritti nel registro?

Possono essere iscritti solo gli utenti:

  • morosi intenzionali che accumulano debiti di almeno 150€;
  • con contratto telefonico che deve essere stato risolto da almeno 3 mesi;
  • il cui credito non pagato riguarda i primi 6 mesi del contratto;
  • che non stanno onorando il contratto e che non hanno avviato dei contenziosi o scritto dei ricorsi;
  • che hanno altri rapporti contrattuali in abbonamento attivi e regolari nei confronti dello stesso operatore.

Va detto che comunque l’iscrizione nel Registro non è definitiva e ha una precisa scansione temporale. Se infatti si onora il proprio debito il nominativo dell’utente deve essere rimosso entro massimo 7 giorni. Comunque, anche se l’utente continuasse a non pagare i suoi debiti, dopo 36 mesi dall’iscrizione, il suo nominativo non dovrà più essere nel database del Registro.

Come non dimenticarsi di pagare la bolletta del telefono o internet

Se promemoria vari non fossero sufficienti per ricordarsi di pagare puntualmente le bollette esistono delle alternative che vi possono aiutare:

  • la prima è la cosiddetta bolletta web: il consumatore anziché ricevere la bolletta in formato cartaceo può richiedere che gli venga spedita sulla sua casella di posta elettronica. Una scelta che può aiutare sia l’ambiente che i più smemorati;
  • un’altra soluzione può essere quella di richiedere all’operatore telefonico la domiciliazione bancaria. Si tratta di un vero e proprio metodo di pagamento. Il costo della bolletta verrà infatti scalato automaticamente, di volta in volta, dal conto corrente indicato evitando possibili dimenticanze da parte del consumatore.

Se c’è un errore in bolletta si deve pagare comunque?

Ai nostri sportelli arrivano numerose segnalazioni di consumatori che denunciano degli errori nel calcolo della loro bolletta del telefono o internet.

In questo caso è necessario inviare un reclamo al proprio gestore segnalando l’eventuale errore nel calcolo del dovuto. L’operatore telefonico non potrà in alcun caso interrompere il servizio. Qualora lo facesse l’utente ha il diritto di chiedere i danni. Le sanzioni a carico dei gestori telefonici possono variare da 5.800 euro fino a 58.000.

I NOSTRI ESPERTI SONO A DISPOSIZIONE PER RISOLVERE I VOSTRI PROBLEMI CON LE BOLLETTE DEL TELEFONO E INTERNET.

Fonte: www.consumatori.it

Bollette luce e gas: 6 cose da sapere per cambiare gestore

Inizio anno amaro per le famiglie italiane che devono fare i conti con l’aumento delle bollette di luce e gas di casa, rispettivamente del 55 e del 41,8%. Da questo trimestre infatti per i consumatori sul Mercato Tutelato sono scattati ulteriori aumenti che faranno salire per i prossimi tre mesi le fatture per le utenze di casa.

Ma gli italiani corrono ai ripari in un certo senso, aumentando le richieste di informazioni sul cambio gestore. In particolare, il passaggio dal Servizio di Maggior Tutela al Mercato Libero può essere i particolarmente conveniente, e a dimostrarlo sono i dati: gli italiani che nel 2021 hanno attivato un’offerta sul Mercato Libero, nel 2022 risparmieranno 4,8 milioni di euro per la bolletta elettrica e 7,2 milioni di euro per quella del gas.

A tal proposito Selectra, un servizio di aiuto nella scelta del fornitore di luce, gas, telefonia e internet, ha stilato un vademecum per sciogliere tutti i dubbi relativi ai passaggi ad un nuovo e più conveniente fornitore.

Cosa sapere per cambiare fornitore di energia e gas

1 – Il cambio fornitore per il Mercato Libero è gratuito – Uno dei dubbi più comuni riguarda le eventuali penali da pagare nel cambio di fornitore: il passaggio dal Mercato Tutelato al Mercato Libero è gratuito, come anche il cambio fornitore all’interno del Mercato Libero. Nel caso si volesse tornare indietro dal Libero al Tutelato, è sempre possibile, ma verrà addebitato un bollo di 16 euro.

2 – Non ci sono interruzioni delle forniture – Nel momento del passaggio da un fornitore ad un altro non bisogna temere interruzioni di energia elettrica o gas metano. Sono ovviamente previsti dei tempi tecnici per il passaggio, ma non c’è il rischio di rimanere senza servizi. Il cambio gestore avviene il primo giorno del mese e si potrà ricevere un’ultima bolletta di conguaglio dal vecchio gestore.

3 – Non occorre sostituire il contatore – Il cambio fornitore viene gestito in via telematica: non sono quindi necessarie alcune modifiche tecniche agli impianti elettrici o al contatore di luce e gas. L’energia elettrica ed il gas metano forniti resteranno infatti gli stessi e cambiare sarà la società di vendita, non quella distributrice.

4 – Cosa cambia tra Mercato Libero e Mercato Tutelato – Quali sono le differenze tra Mercato Libero e Mercato Tutelato? Innanzitutto, cambia il prezzo di luce e gas. Nel mercato di Maggior Tutela infatti il prezzo viene stabilito dall’Autorità e cambia ogni tre mesi, mentre nel Mercato Libero il fornitore può stabilire il suo prezzo.
Inoltre, le offerte sul Libero possono prevedere un prezzo fisso per uno o due anni, mentre nel mercato di Maggior Tutela non è possibile bloccare il prezzo dell’energia per quanto riguarda la luce o il prezzo materia prima gas per la bolletta del gas. A differenza del Tutelato, nel Mercato Libero l’utente può attivare entrambe le utenze, sia luce che gas, con lo stesso fornitore, e gestirle comodamente con un’unica app e un unico centro assistenza clienti. Nel Libero infine è possibile scegliere offerte che privilegiano forniture provenienti da energie rinnovabili.

5 – Come cambiare gestore – Cambiare gestore per passare ad una tariffa più conveniente è più semplice di quanto si possa pensare: il nuovo contratto di energia elettrica o gas può essere infatti sottoscritto in pochi minuti sia telefonicamente che online, oltre che in un punto vendita. Una volta sottoscritto il contratto di fornitura, il nuovo gestore scelto si occuperà di comunicare al distributore locale e al vecchio fornitore il passaggio.

6 – Come scegliere l’offerta migliore per risparmiare – In questo momento storico, il consiglio è quello di valutare un’offerta sul Mercato Libero a prezzo bloccato per i prossimi 12 mesi, controllando nell’arco dell’anno che risulti sempre conveniente rispetto al mercato. C’è da tenere in considerazione che le offerte che prevedono la domiciliazione bancaria e la bolletta web risultano solitamente più convenienti rispetto a quelle col bollettino postale.

Le misure del governo contro i rincari

Per limitare gli impatti sulle famiglie dei rincari c’è da sottolineare che il governo ha messo sul piatto 3,8 miliardi in legge di bilancio. Le misure previste prevedono l’annullamento transitorio degli oneri generali di sistema in bolletta e potenziato il bonus sociale alle famiglie in difficoltà, consentendo di alleggerire l’impatto su 29 milioni di famiglie e 6 milioni di microimprese. Ma le misure sembrano insufficienti e da più parti si chiede al governo Draghi uno sforzo maggiore che dovrà tradursi in un nuovo provvedimento atteso a breve.

A tal proposito si sottolinea da ultimo che per le medie – grandi imprese con potenza pari o superiore a 16,5 kW, si è deciso per il primo trimestre 2022, l’azzeramento degli oneri  generali di sistema.

(Fonte https://www.wallstreetitalia.com/)


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Bollette, possibili rincari choc, a gennaio gas +50%, luce +17%

Allarme di Nomisma, che sollecita l’intervento dello Stato, e di Consumerismo. Il costo dell’elettricità potrebbe aumentare fino al 25%

Senza interventi del governo, al 1 gennaio le bollette del gas aumenteranno del 50%, quelle dell’eletticità almeno del 17%, ma forse del 25%. E’ la previsione che ha fatto con l’ANSA Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia. “Le tariffe del gas sono decise ogni trimestre dall’Arera, sulla base dei prezzi internazionali – spiega Tabarelli – ma questi, dopo essere rimasti tranquilli per dieci anni, alla metà del 2021 sono impazziti, e oramai sono fuori controllo”.

“Nel trimestre ottobre-dicembre 21 – ha proseguito – la tariffa Arera è 0,95 euro al metro cubo. Ma dato l’andamento dei mercati internazionali, senza un intervento dello stato per calmierare, nel trimestre gennaio-marzo 22 si arriverà a 1,40 euro”. Stesso discorso per la bolletta elettrica, che dipende direttamente dal prezzo del metano, visto che buona parte della corrente è prodotta da centrali a gas. “A fissare la tariffa è il Gme, gestore dei mercati energetici, sulla base dei prezzi internazionali – spiega ancora Tabarelli -. Al primo ottobre abbiamo avuto un aumento incredibile, del 30%, quando di solito gli aumenti erano sull’1%. Oggi sui mercati spot l’elettricità si paga da 250 euro al megawattora a quasi 300 (in passato ci sembrava tanto quando costava 40-50 euro). Senza un intervento dello stato, al primo gennaio l’aumento della bolletta elettrica sarebbe dal 17 al 25%”. In questa situazione, secondo l’esperto “i due o tre miliardi che saranno stanziati in manovra per calmierare le bollette sono poca cosa”.

Le cause del caro gas per Tabarelli sono molteplici: “La prima è che gli stoccaggi sono bassi, perché la Russia consegna meno gas all’Europa. Un po’ perché vuole spingere sul gasdotto North Stream (che aprirà a marzo), un po’ perché ha problemi di trasporto, dato che la sua rete è molto vecchia. Poi c’è stata la ripresa produttiva dopo la pandemia; la Cina ha aumentato la domanda di gas per uscire dal carbone; le compagnie energetiche investono di più sulle rinnovabili e meno sulle fossili, ma la domanda di gas non cala; l’eolico e l’idroelettrico in alcuni paesi hanno ridotto la produzione per motivi di meteo”. Infine, secondo l’esperto “i mercati sono in mano alla speculazione, e i politici non sanno che pesci pigliare”. Tabarelli ricorda che “chi ha fatto contratti di acquisto a lungo termine, oggi paga il gas 35 centesimi a metro cubo”

La stessa preoccupazione per il primo trimestre del 2022 è condivisa da Consumerismo. Gli aumenti andranno ad aggiungersi a quelli già scattati nel 2021 e potrebbero proseguire portando nel corso del nuovo anno la spesa della famiglia “tipo” per le bollette di luce e gas a raggiungere il record di 3.368 euro all’anno, con un incremento di +1.227 euro rispetto alla spesa sostenuta nell’ultimo anno. E’ il calcolo di Consumerismo, secondo cui il governo dovrebbe reperire “almeno 10 miliardi di euro utili a contrastare rincari e speculazioni sui mercati internazionali dell’energia, ed evitare la maxi-stangata che sta per abbattersi sui consumatori”.

Articolo: Ansa.it 


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Riscaldamento: 7 consigli utili per risparmiare

Il mese di ottobre ha portato con sé un’ondata di gelo, maltempo e rovesci in tutta Italia. Dal momento che le temperature subiscono notevoli variazioni in base al comune e alla Regione in cui ci si trova, le date ufficiali dell’avvio dell’accensione dei termosifoni seguono un calendario ben preciso,compreso tra il 15 ottobre e il 15 novembre. Ad ogni modo, che sia a Nord o a Sud della Penisola, tutti dovremmo seguire alcuni consigli efficaci che spesso tendiamo a sottovalutare.
Approfondisci

ENEL – Rincari in bolletta – Gestione IVA agevolata GAS al 5%

Buongiorno,

Vi ricordiamo che in data 27 settembre, con DL n. 130 contenente misure urgenti per ridurre gli effetti dell’aumento dei prezzi nel settore elettrico e del gas, è stata fra l’altro previstal’applicazione dell’aliquota IVA del 5% per i consumi gas del periodo ottobre novembre e dicembre 2021; rimane invariata la gestione delle aliquote IVA per le voci diverse dai consumi.

Vi informiamo che, in attesa dell’implementazione dei sistemi per l’applicazione dell’aliquota IVA al 5%, è sospesa la fatturazione dei consumi con competenze a partire da ottobre 2021 fino al rilascio delle implementazioni previsto per metà novembre, compresa l’emissione delle fatture.

Sono previste norme di contenimento?

Il 23 settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge a vantaggio degli oltre 3 milioni di persone che beneficiano del bonus sociale, per i quali sono tendenzialmente azzerati gli effetti del futuro aumento della bolletta.
Inoltre, per il quarto trimestre 2021, saranno azzerate le aliquote relative agli oneri generali di sistema alle utenze domestiche e alle utenze non domestiche in bassa tensione, per altri usi, con potenza fino a 16,5 kW.

Quanto al gas, per circa 2,5 milioni di persone che beneficiano del bonus sociale sono tendenzialmente azzerati gli effetti del previsto aumento della bolletta. Inoltre, verranno ridotte, sempre per il quarto trimestre del 2021, le aliquote relative agli oneri generali gas fino a 480 milioni di euro. Infine, per tutte le utenze domestiche e business, l’Iva è portata al 5% per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2021.

Grazie all’applicazione del decreto legge gli aumenti massimi che si potranno trovare in bolletta saranno del 29,8% per la luce e del 14,4% per il gas, anziché, rispettivamente, dell’oltre 45% e 30%.

…e le energie rinnovabili?

L’aumento del costo dell’energia è legato a quello del gas, materia prima di importazione, che subisce più frequentemente oscillazioni di prezzo: all’aumento del costo del gas aumenta quindi anche quello dell’energia.

Il gas però è anche un alleato, solo temporaneo, per attuare la transizione energetica: l’obiettivo primario di Enel rimane la sostituzione in tempi rapidi di tutte le fonti di energia fossili, come le centrali a carbone, con fonti di energia rinnovabili.

Una volta che la transazione sarà completa o che comunque la produzione di energia da fonti rinnovabili supererà quella da combustibili fossili, anche il costo dell’energia sarà più stabile e i rincari in bolletta meno frequenti.

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Bonus sociale sui consumi domestici di luce, gas e servizio idrico. Cosa cambia dal 2021?

A partire dal 1° gennaio 2021 i bonus sociali sui consumi domestici di luce, gas e servizio idrico Sistema Sgate saranno riconosciuti automaticamente ai cittadini/nuclei familiari che ne hanno diritto senza presentare la domanda.

Non sarà più necessario fare richiesta al Comune o ai Caf: l’automatismo scatta in presenza di un’Attestazione ISEE valida.

Per usufruire delle agevolazioni sarà sufficiente richiedere ogni anno l’attestazione ISEE per le prestazioni sociali agevolate e rientrare nella soglia ISEE che dà diritto al riconoscimento. L’attuale soglia ISEE è pari ad euro 8.265,00 (euro 20.000 per i nuclei familiari con 4 o più figli a carico).

Come funziona: se il nucleo familiare rientra nelle condizioni che danno diritto all’agevolazione Sgate, l’INPS invierà i dati al Sistema Informativo Integrato (SII), gestito dalla società Acquirente Unico, che provvederà ad incrociarli con quelli relativi alle forniture di elettricità, gas e acqua consentendo l’erogazione automatica dei bonus agli aventi diritto.

Il Comune continuerà a gestire solo il bonus sui consumi di energia elettrica esclusivamente a favore dei cittadini che fanno uso di apparecchiature elettromedicali su certificazione ASL: in questo caso  non è richiesta l’Attestazione ISEE. 


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