L’inflazione e’ il vero problema delle forniture di energia….

Guarda attentamente il grafico qui in basso:

Questo grafico riporta l’aumento spropositato dei prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica da parte dei trader, negli ultimi 2 anni. Tanto per capirci, 1-2 anni fa, l’energia elettrica veniva acquistata dalle borse a quasi la metà del prezzo. Puoi andare sul sito della borsa in questione (EEX.com) e controllare tu stesso.

Dall’inizio del 2018, ho osservato i prezzi offerti da circa una trentina di fornitori, aumentare OGNI MESE senza sosta, fino a portare i prezzi a quelli di 5-6 anni fa, ricordi com’era prima della crisi energetica? Ci siamo ritornati in tempi record. Questo significa una cosa MOLTO importante: che da un’anno a questa parte, è quasi impossibile spendere meno di prima, con un cambio di fornitura.

Cosa significa questo? Che non si può più risparmiare? Quando si può ancora spendere meno? E quanto è grave la cosa?
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ECCO IL VERO MOTIVO DELLE BOLLETTE SALATE DI ENERGIA ELETTRICA

Nel gennaio 2016 l’autorità per l’energia ha introdotto nel nostro sistema di fatturazione la novità della Bolletta 2.0. Tutti penso saprete che si tratta di una semplificazione della descrizione delle voci in bolletta relative alla fornitura di energia. Prima di tale data tutti abbiamo ricevuto le bollette con 4,5,6 pagine piene zeppe di voci e importi indecifrabili. Bene con questa novità hanno pensato di semplificare e raggruppare tale voci in 3 semplici gruppi:

  • SPESA MATERIA ENERGIA
  • SPESA PER IL TRASPORTO E GESTIONE CONTATORE
  • SPESA ONERI DI SISTEMA

Il tutto finalizzato ad una semplicità di lettura. Peccato però che, cosi facendo, le compagnie del mercato libero hanno preso la palla al balzo, anzi mi vien da pensare che tale sistema semplificativo ha avuto un solo ed esclusivo scopo. Semplicemente quello di inserire “voci occulte” di spesa che, solo chiedendo il dettaglio delle bollette è possibile scovare. Ma nemmeno tanto facilmente.

Sfido chiunque a farsi avere un dettaglio della bolletta e scovare delle voci che rappresentano solo ed esclusivamente un GUADAGNO vero è proprio per le compagnie del mercato libero. E’ quasi impossibile districarsi tra le decine di spese e voci indicate nel dettaglio. Calcoli assurdi e indecifrabili. Quote fisse, quote variabili, quote per punto di vendita, perdite di rete, dispacciamento, oneri di sistema. E potrei continuare ancora…

E’ proprio in questa notevole quantità di voci, che vengono introdotte delle spese non previste dall’autorità di regolazione per l’energia. Sono delle semplici voci di spesa, forse, indicate nelle CTE (condizioni tecnico economiche) che rilasciano (non sempre) le compagnie del mercato libero e che rappresentano una fonte di guadagno elevata. Il tutto condito con una fantasia nella descrizione che FACILMENTE SI CONFONDE con i costi regolarmente previsti dall’autorità.

Fortunatamente non tutte le compagni energetiche applicano tali costi aggiuntivi occulti facilmente in fattura.

HO ESEGUITO UN’ATTENTA ANALISI  SU BOLLETTE DI SVARIATE COMPAGNIE ENERGETICHE ED E’ EMERSO CHE CIRCA L’80% DI TALI COMPAGNIE INSERISCE COSTI NON PREVISTI DALL’AUTORITA’ GRAVANDO NOTEVOLMENTE NELLE TASCHE DELLE FAMIGLIE E SOPRATTUTTO AZIENDE.

Nella mia analisi sulle bollette ho scovato compagnie che avevano si un’ottima tariffa al KW ma inserivano nella stessa bolletta dei costi che facevano lievitare il costo dell’energia in maniera assurda e soprattutto “incontrollabile”.

E’ inutile affidarsi al primo “venditore” che capita che avrà interesse solo a farvi sottoscrivere un contratto con la “sua” compagnia sbattendovi in faccia LA TARIFFA AL WK !!! Niente di più sbagliato !

Pertanto il consiglio che mi sento di darti è quello di rivolgerti a veri ed imparziali CONSULENTI ENERGETICI che ti consiglieranno nella scelta di COMPAGNIE serie ed affidabili.

Ti aspetto con le tue bollette per una CONSULENZA GRATUITA e senza impegno per verificare COSTI E CONSUMI !!!…

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Modem libero, l’entrata in vigore rimandata al 31 dicembre

 

L’Agcom (Autorità Garante per e comunicazioni) ha rimandato dal 30 novembre al 31 dicembre l’obbligo per i gestori di telecomunicazione di lasciare liberi i propri clienti di scegliere un modem compatibile in autonomia e non dover utilizzare necessariamente quello fornito in comodato (in realtà viene effettuata una vera e propria vendita rateizzata) dallo stesso gestore.

La decisione si e’ resa necessaria a seguito della richiesta dei gestori che, a detta loro, non sono ancora pronti per tale modifica. La delibera che lo stabiliva risale a metà luglio, quindi diversi mesi prima della prima scadenza, che ora slitta al 31 dicembre 2018. Ovviamente c’e’ amarezza per  l’associazione Free modem association, di cui fanno parte i provider internet, i costruttori di apparati e i consumatori. E’ evidente che  i gestori  telefonici, negando la libertà di modem, stiano violando i diritti dei consumatori già dal 2016, anno in cui è stata approvata sulla neutralità della rete, che contiene l’articolo su la libertà di uso di dispositivi d’accesso.

Purtroppo per i consumatori, non è detto neanche che la scadenza del 31 dicembre sia definitiva. Agcom infatti ha messo le mani avanti prevedendo la possibilità di concedere deroghe caso per caso.

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Fatture telefonia a 28 giorni, Agcom: i rimborsi entro il 31 dicembre

Entro il 31 dicembre 2018 gli operatori di telefonia dovranno restituire in fattura i giorni illegittimamente addebitati agli utenti a seguito della fatturazione a 28 giorni. Questa la decisione dell’Agcom nella delibera 269/18/CONS.

Le quattro compagnie di Tlc destinatarie del provvedimento sono Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb. “L’Autorità, con le delibere 112/18/CONS, 113/18/CONS, 114/18/CONS e 115/18/CONS, aveva diffidato gli operatori a far venir meno gli effetti dell’illegittima anticipazione della decorrenza delle fatture emesse successivamente alla data del 23 giugno 2017”, si legge nella nota emessa a seguito del Consiglio Agcom, relatore il commissario Francesco Posteraro. “Con la delibera 269/18/CONS, l’Autorità, nel rispetto delle recenti indicazioni del Tar del Lazio, volte a contemperare i diritti degli utenti con le esigenze di sostenibilità economico-finanziaria da parte delle aziende, ha individuato il nuovo termine entro cui gli operatori dovranno ottemperare a quanto richiesto nei citati provvedimenti di diffida”. I rimborsi potranno essere restituiti anche in più fatture – ha specificato l’Authority presieduta da Angelo Marcello Cardani – ma in ogni caso entro il 31 dicembre di quest’anno. Il provvedimento vale per la telefonia fissa, anche di tipo convergente.

Il provvedimento adottato dall’Autorità intende salvaguardare in tempi rapidi i diritti di tutti gli utenti coinvolti dagli aumenti tariffari imposti dagli operatori”, sottolinea l’Autorità. Inclusi quelli che nel frattempo hanno cambiato operatore: saranno infatti garantite adeguate modalità di recupero delle somme dovute – puntualizza l’Autorità – all’esito dei contenziosi ancora pendenti dinanzi al Tar Lazio, la cui discussione di merito è prevista a novembre prossimo.

Il calcolo dei giorni di servizio che ciascun operatore dovrà riconoscere in fattura ai propri utenti dovrà riguardare il periodo compreso tra il 23 giugno 2017 e la data in cui è stata ripristinata la fatturazione su base mensile. Chi non ha cambiato operatore dal 27 giugno ad oggi, non dovrà fare nulla per attivare la procedura : questa partirà in automatico. Chi, invece, ha cambiato operatore che dovrà fare? Aspettare – fanno sapere dall’Agcom – che le modalità di restituzione saranno definite a valle della decisione del tar del Lazio, a novembre (un contenzioso avviato dagli operatori per opporsi a un diverso tipo di rimborso che Agcom aveva deciso in precedenza, di tipo economico anziché in forma di giorni).

Hai un problema con un gestore telefonico? Hai subito una truffa telefonica? Hai ricevuto degli SMS truffaldini che hanno terminato il tuo credito telefonico? Hai ricevuto penali che credi non siano dovute? Un gestore ti ha lasciato senza linea Adsl o telefono? Fai valere i TUOI DIRITTI tramite la nostra società specializzata in conciliazioni nella telefonia. Affidaci la pratica GRATIS! Noi li risolviamo e ti facciamo indennizzare! Contattaci: CTIME – Consulenze Telefonia – Via Giuseppe De Nittis, 24 – Barletta – www.luigicafagna.it
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Fatturazione 28 giorni: Guida e Modulo per farti Rimborsare

In questo articolo ti fornisco un modulo che ti consente di difenderti dall’ingiusta fatturazione a 28 giorni, e di chiedere  il rimborso delle somme già pagate ai gestori.

In fondo troverai il testo del reclamo, da inviare via PEC o raccomandata A/R, con cui avanzare queste richieste.

Questa e’ l’espressione usata dall’autorità AGCOM nelle 4 delibere che sanzionano a dicembre 2017 Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb che è a dir poco confusa.

Eccola:

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AGCOM: previsti rimborsi per gli utenti con fatture a 28 giorni

Per tutti gli utenti che sono stati coinvolti dalla fatturazione ogni 28 giorni nei prossimi giorni si prospettano interessanti novità. Intanto i gestori riattiveranno la regolare fatturazione mensile e non più ogni 28 giorni. Qualche giorno fa abbiamo verificato come l’AGCOM abbia applicato la massima multa che ammonta a 1,16 milioni di euro ciascuno, nei confronti degli operatori che hanno attivato questa condotta di fatturazione. A seguito delibera di marzo 2017 dell’AGCOM, le compagnie avevano 90 giorni di tempo per adeguarsi alla fatturazione mensile ma, piuttosto hanno preferito voler attendere la pronuncia del prossimo febbraio del ricorso al TAR contro l’AGCOM stessa.

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…SCOPRI COME RISOLVERE PROBLEMI CON I GESTORI DI TELEFONIA !!!

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“Abolite le tariffe ogni 28 giorni su rete fissa”. L’Agcom contro gli operatori di telefonia.

Decisione clamorosa con relativa delibera 121/17 dell’Agcom in riferimento alla tariffazione ogni 4 settimane che gli operatori di telefonia stanno applicando agli utenti sui servizi di telefonia fissa. L’Autorità garante delle comunicazioni ha chiesto a Wind e Vodafone di modificare le proprie offerte anche per gli utenti già attivi. Mentre per quanto riguarda Tim e Fastweb e’ stato chiesto di bloccare il processo di attivazione delle tariffe ogni 4 settimane anziché ogni mese, previsto proprio in questi giorni. A seguito della delibera dell’Agcom gli operatori avranno 90 giorni per adeguarsi alla nuova normativa. Tale aumento, secondo le motivazioni espresse dall’Agcom, rende praticamente molto complicato e poco trasparente comparare le tariffe degli operatori visto che ce ne sono con entrambi i tipi di fatturazione rendendo cosi il prezzo decisamente incerto. Pertanto “il mese è il periodo temporale minimo per consentire all’utente di avere una corretta e trasparente informazione sui consumi fatturati e un tempo di invarianza nel rinnovo del prezzo offerto dagli operatori”.

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Telefonate che ti disturbano ? 10 cose da fare

Ormai il telefono squilla in qualunque momento: a chiamarci è un addetto alle vendite di servizi telefonici, forniture energetiche, abbonamenti alla tv satellitare.Si sovrappongono le informazioni, si chiede al consumatore di attivare in fretta un’offerta, senza avere la possibilità di comprendere meglio; in qualche caso il contratto si attiva lo stesso, anche se l’utente ha detto chiaramente di non essere interessato in alcun modo!

Questo è il caos del teleselling selvaggio.

Questa attività di contatto con l’utente è svolta con modalità che non esito a definire di “perenne violazione” delle norme stabilite dal Codice del Consumo, dal Garante per la Privacy e persino dai Codici di autoregolamentazione che le stesse aziende si sono preposte.

Ma a parte l’evidente disagio, c’è qualcosa che possiamo suggerire ai consumatori per difendersi dal tormento delle telefonate?

Ecco un utile decalogo di autodifesa:

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